Andalusia
Può essere definita una sierra selvaggia e “ruvida”, un’alchimia che si sviluppa tra i colori verdi che predominano vaste vallate verdeggianti e la contrapposizione dell’arida steppa di colline “bruciate”. Passando da palazzi rinascimentali e castelli moreschi al bianco “inanime” di villaggi,ma pur sempre dotati di un loro fascino, e questo lo si nota solo attraverso una passeggiata nelle stradine ripide e pittoresche dell’Albacin, Granada.
Un viaggio che parte dal “richiamo” di Malaga, dove il nome di Picasso riecheggia in ogni angolo della "cittadina", che passa attraverso Ronda,una città che lascia con il fiato sospeso perché sorge ai bordi di una gola profonda (detta EL Tajo) 100 metri scavata nel fiume Guadalevin,che approda a Cadice detta la “costa della luce”;che fiancheggia l’imponente moschea Alcazar di Jerez de la Frontiera, sorseggiando lo sherry,un vino liquoroso la cui origine risale ai fenici,immedesimandosi così nella bellezza e seduzione del flamenco. Si arriva così all’architettura moresca di Siviglia,dove ogni angolo assomiglia ad un mosaico di scenografie teatrali:
l’esuberante Plaza de Espana, la Giralda e il barrio de santa Cruz.
Il passaggio al “gioiello” di Cordoba è quasi un obbligo,la Mezquita conosciuto ancora con il suo nome originale arabo,dal cui significato “moschea”; arrivando trasportati come d’incanto al tesoro di Granada:
L’Alhambra, una fortezza dove un tempo vi sorgeva una vera città, interposta alle pendici di una collina dove domina Granada in tutto il suo splendore.
Questa è solo una parte dell’Andalusia,dove al ritmo del flamenco e del buon sherry, si interpongono Cordoba,Granada e Siviglia,una sintesi di un tempo che fu.












































































































































































































































